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| Implantologia |
L'implantologia ha lo scopo di sostituire uno o più elementi dentari mancanti e di stabilire un ancoraggio per la futura protesi. I vari materiali usati, aghi, lame e viti, sono fabbricati in titanio, materiale biocompatibile per eccellenza, tant'è vero che la letteratura scientifica non riporta fenomeni di intolleranza. Quando si parla di rigetto, tale complicanza non è dovuta al titanio ma a cause non ancora ben del tutto note.
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Procedimento terapeutico
Dopo un'accurata anamnesi del paziente per accertare eventuali patologie che sconsiglino l'intervento (diabete grave, osteoporosi ecc.), si deve eseguire un esame radiologico mediante una ortopantomografia, seguita da Stratigrafia o Tac soprattutto per i settori posteriori, con un'analisi computerizzata per misurare esattamente lo spessore e l'altezza dell'osso (importante per valutare la posizione del canale mandibolare e dei seni mascellari). Solo in caso di impianti post-estrattivi si potrebbero evitare questi particolari esami radiologici. Si effettua un lembo gengivale per mettere a nudo l'osso, con apposite frese si prepara la sede e quindi si inserisce l'impianto con il suo tappo: deve rimanere sempre "affogato" sotto la gengiva. Operatori, paziente, ambiente devono essere a norma dal punto di vista igienico e tutto lo strumentario deve essere completamente sterile. A distanza di uno, tre e sei mesi devono essere effettuati controlli radiografici per controllare l'osteointegrazione.
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Fase protesica
A distanza di circa sei mesi (alcuni autori dicono anche quattro mesi per la mandibola) gli impianti vengono "scappucciati" dalla gengiva che li ricopriva e dopo circa otto-dieci giorni dalla rimozione della sutura sono pronti per essere protesizzati. E' scelta del dentista, secondo le sue convinzioni, decidere se la protesi su impianti possa essere unita a quella su denti naturali o no.
Nel caso di paziente edentulo la dentiera può essere ancorata a impianti: è necessario inserirne almeno uno per emiarcata nella zona frontale, meglio sarebbe due se possibile. Il vantaggio sta nella maggior tenuta della "overdenture" e perchè si evita il riassorbimento dell'osso nel tempo, come avviene nei portatori di protesi totale.
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Norme generali
Le eventuali complicanze, dovute alla non osteointegrazione da parte di osso neoformato, normalmente compaiono dopo uno-due mesi; in tal caso l'impianto deve essere rimosso.
E' scelta del dentista decidere se caricare precocemente gli impianti, anche con una protesi provvisoria.
Il paziente deve sempre seguire una scrupolosa igiene domiciliare e sottoporsi alle sedute di igiene ed ai controlli come prescritto dal dentista.
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