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| Malattie delle gengive |
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L'infiammazione rappresenta la forma più frequente di malattia gengivale. La sua insorgenza è dovuta a ristagno dei residui alimentari e a condizioni locali. Si possono distinguere forme infiammatori e non infiammatorie. |
| Forme infiammatorie
sono le classiche gengiviti che si manifestano con arrossamento, gonfiore, dolore e alcune volte con fuoriuscita di pus (specie nei casi di penetrazione di un corpo estraneo); è quasi sempre presente il sanguinamento.
Sono essenzialmente causate da accumulo di placca e tartaro sopra e sottogengivale. In soggetti predisposti possono evolvere in forme più violente e diffuse anche alle mucose della bocca (vengono definite gengiviti ulcero-necrotiche o stomatiti).
Forme non infiammatorie
vengono definite gengivosi. Le gengive si presentano iperplasiche (aumento di volume) con aspetto mammellonato, di colorito pallido e di consistenza duro fibrosa. Sono causate da disordini endocrini, avitaminosi, intossicazioni e da decubito nei portatori di protesi totali. |
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Parodontopatie |
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Con il termine di parodonto si intende l'insieme degli elementi di sostegno del dente: il cemento, il legamento parodontale, l'osso alveolare ed i tessuti gengivali. La malattia parodontale, la famosa "piorrea", che coinvolge tutti questi elementi, presenta grosso modo la seguente sintomatologia:
- riduzione in altezza dell'osso alveolare (le cosidette " tasche")
- infiammazione cronica delle gengive
- spostamento o migrazione degli elementi dentari
- mobilità dei denti, in alcuni casi con la loro espulsione |
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Le cause della malattia parodontale sono principalmente:
Cause predisponenti
- ereditarietà
- età: compare per lo più in età adulta, dopo i 40 anni
- alterazioni circolatorie locali
- malattie generali (artritismo,affezioni epatiche e intestinali, disturbi del ricambio, emopatie, disvitaminosi).
Fattori infettivi
- agenti microbici: i germi patogeni e non patogeni presenti nel cavo orale vivono in un equilibrio biologico ma quando le condizioni cambiano o diminuisce la resistenza dei tessuti, allora i germi patogeni prendono il sopravvento.
E' il caso della formazione del tartaro che placca favorisce l'attività enzimatica di alcuni batteri,portando alla degenerazione delle fibre del legamento parodontale
- gengiviti croniche
Fattori irritativi meccanici
- tartaro
- otturazioni non corrette, protesi non congrue, apparecchi ortodontici imperfetti.
Fattori disfunzionali
- occlusione traumatizzante: quando i denti presentano inclinazioni vengono sottoposti, durante la masticazione, ad una pressione non più fisiologica con conseguente danno alle strutture parodontali
- mancanza di elementi dentari, con migrazioni dei restanti o estrusione ("allungamento") degli antagonisti, che portano ad avere dei precontatti.
Accenniamo ora brevemente al problema che forse più interessa: cosa intendiamo per placca e tartaro e qual'è il meccanismo che porta alla loro formazione. La placca batterica è formata da batteri e da una matrice di materiale amorfo. Il meccanismo che porta alla sua formazione passa attraverso tre fasi: deposito di materiale (pellicola acquisita), colonizzazione batterica ed accrescimento. Infatti sopra la superficie del dente, anche se accuratamente pulito, dopo pochi minuti di contatto con il fluido salivare si deposita un film di materiale organico (prevalentemente costituito da mucoproteine di origine salivare); su questa pellicola, dopo circa venti minuti si forma una colonia di batteri che si sviluppa rapidamente, soprattutto in presenza di zuccheri che i batteri trasformano in sostanze acidogene capaci di demineralizzare lo smalto. La placca può essere sia sopragengivale (che dà origine alla carie) che sottogengivale (da quì le gengiviti). La rapidità con cui si forma varia da individuo ad individuo, a seconda della composizione ed entità della saliva e dipende anche dall'alimentazione, dalla morfologia dei denti e dal tipo di igiene domiciliare.
Il tartaro può essere definito come un deposito calcificato sia sopra che sottogengivale. Si forma per l'indurimento della placca da precipitazione di sali minerali (teniamo presente che già dopo due giorni la placca inizia a mineralizzarsi), soprattutto Calcio e Fosforo, che provengono dalla saliva. La tenacia con cui il tartaro si attacca ai denti è a causa dell'intimo contatto tra i cristalli che lo compongono e i cristalli che fanno parte della superficie del dente.
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Altre Malattie |
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Oltre alle sopra elencate vi possono essere altre malattie a carico delle gengive di origine virale (herpes zoster, afte), infettiva (lupus), micotiche (candidosi, mughetto), allergiche, da farmaci (antibiotici), di natura ormonale (menopausa o durante la gravidanza): vengono tutte classificate come stomatiti . Da non sottovalutare quelle forme, di origine sconosciuta, che interessano le gengive, le mucose della guancia e la lingua. Senza entrare nei particolari eziologici e diagnostici, che sono di natura strettamente specialistica, tali forme, classificate come lesioni precancerose, comprendono principalmente, il pemfigo, le leucoplachie, i papillomi, il lichen ruber planus, le epulidi.
Tali patologie,se diagnosticate precocemente e trattate terapeuticamente,sono ad andamento begnigno.
Ben più gravi sono i tumori benigni e le neoplasie (tumori maligni). Le ossa mascellari ed i tessuti molli della cavità buccale possono essere sede di tutti i tumori di origine connettivale ed epiteliale. La diagnosi precoce di queste forme è fondamentale per poter intervenire d'urgenza con la adeguata terapia farmacologica, radiante e chirurgica.
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