| Ortodonzia |
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E' la scienza che studia le malocclusioni dentali, nota fin dai tempi di antichi (ad esempio già i Romani usavano legare i denti con fili d'oro o di seta). Le nostre arcate dentarie, il supporto osseo, il tono muscolare devono essere in un contesto armonico tra loro per compiere le loro funzioni fonetiche e di masticazione. Quando questo non avviene si instaura una disarmonia morfologica o funzionale che può essere dovuta a fattori costituzionali o ambientali. La diagnosi precoce è il primo approccio. Ci si avvale dell'esame obiettivo, di modelli della bocca per lo studio del caso, di indagini radiografiche quali l'ortopantomografia e soprattutto la teleradiografia sulla quale viene eseguito un tracciato cefalometrico. Questo tracciato permette di effettuare una corretta analisi della malocclusione e valutare lo sviluppo e la crescita. La terapia è tanto più efficace e semplice se si interviene precocemente; ci si avvale di apparecchi mobili o fissi.
Ortodonzia mobile
In linea di massima si effettua su pazienti con un'età compresa tra i cinque e i dodici anni. Gli apparecchi rimovibili usati sono di vari tipi:
- passivi: sono placche in resina atossica ancorate con ganci ai denti. Sono utili nelle abitudini viziate,succhiamento del dito o del ciuccio e deglutizione infantile, applicandovi una griglia linguale per evitare l'interposizione della lingua tra i denti frontali che crea un morso aperto. Possono anche servire come mantenitori di spazio in caso di precoce perdita di un elemento dentario deciduo o come contenzione alla fine della terapia ortodontica fissa;
- meccanici: sono placche con annesse forze attive, quali le molle o le viti, che servono per effettuare solo piccoli movimenti dei denti, in quanto agiscono solo sulla loro corona;
- funzionali: sono apparecchi che esplicano una funzione ortopedica agendo sulle basi ossee dei mascellari. In linea di massima non sono agganciati ai denti e sfruttano come forza ortodontica prevalente l'attività muscolare. Molto utili in età precoce nelle abitudini viziate, nei casi di protrusione del mascellare superiore (la II classe scheletrica) o della mandibola (la III classe scheletrica). Questi apparecchi, di vario tipo, sono chiamati attivatori.
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Tracciato cefalometrico |

Morso aperto con interposizione della lingua |

Placca con griglia linguale |
Norme generali
Tutti gli apparecchi rimovibili devono essere portati il più possibile (in linea di massima per 12-14 ore su ventiquattro) e richiedono la completa collaborazione del piccolo paziente e dei genitori. E' consigliabile portare gli attivatori ancora per un ulteriore tempo, a cura ultimata, come mantenimento, onde evitare la possibile recidiva. Gli apparecchi vanno tenuti sempre puliti con le apposite compresse effervescenti e spazzolati.
Ortodonzia fissa
I nostri denti devono essere sempre in perfetto allineamento tra di loro e in corretta occlusione ed ogni qualvolta ciò non si verifichi si deve intervenire. I casi più frequenti che si possono presentare sono:
- apertura di uno spazio tra dente e dente ( viene chiamato "diastema")
- rotazioni ed inclinazioni del dente
- non corretto allineamento in arcata con affollamento per mancanza di spazio
- malocclusioni di II scheletrica con morso aperto o morso profondo
- malocclusioni di III classe scheletrica
- recupero di un dente che non erompe spontaneamente In tutti questi casi si devono effettuare movimenti corporei tridimensionali del dente con la sua radice, che si possono effettuare solo con l'ortodonzia fissa. Il controllo di tali movimenti avviene con l'ausilio di bande, attacchi ( detti anche "bracket"), fili ed archi. Le bande sono degli anelli in acciaio che abbracciano la corona del dente, su cui sono saldati gli attacchi. Oggi vengono usate prevalentemente sui molari. Gli attacchi possono essere in resina (poco usati), acciaio e ceramica e vengono cementati sulla corona dentaria con un sistema adesivo. Nel centro presentano uno slot in cui passano fili ed archi
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Un tipo di attivatorie
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Allineamento corretto |
I fili e gli archi sono in acciaio o in nichel-titanio e vengono inseriti negli slot degli attacchi tal quali o modellati, a seconda della tecnica usata. Vengono fissati agli attacchi con legature elastiche o metalliche e cambiati passando da quelli di minore a maggiore dimensione. L'ortodonzia fissa può essere usata in dentatura mista (molto utile, ad esempio nei casi di diastema degli incisivi), o in dentatura permanente dai 12-13 anni in su. Negli adulti è molto utile anche prima di attuare una terapia protesica per allineare, correggere una inclinazione, spostare un elemento nella sede più congrua. Per ovviare al problema estetico gli attacchi possono essere applicati sulle superfici interne delle corone dentarie: viene chiamata ortodonzia linguale . Quando viene applicata solo su una parte dell'arcata dell'arcata dentaria, si definisce sezionale ; è utile nei lievi morsi inversi ("criss cross") e per raddrizzare un molare inclinato ("uprighting").
Norme generali
E' consigliato fare una applicazione di fluoro prima dell'applicazione degli attacchi,per rinforzare lo smalto.
E' da sconsigliare in soggetti cariorecettivi, in presenza di diffuse e gravi abrasioni e quando il paziente non mantenga una perfetta igiene dentaria e non si presenti ai controlli programmati.
Ad apparecchio applicato o durante i controlli possono insorgere lievi e normali dolori dovuti al movimento dei denti o allo sfregamento degli attacchi sulle mucose del labbro o della guancia.
A fine cura occorre rimuovere accuratamente il composito adesivo usato con apposite frese e dischetti e vengono applicati dei mantenitori fissi o mobili, per evitare la possibile recidiva, che devono essere portati per il tempo consigliato dal dentista.
E' sbagliato pensare che l'applicazione degli attacchi possa rovinare lo smalto dei denti. I denti si rovinano se non vengono puliti accuratamente.
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Ortodonzia fissa vestibolare
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Criss-cross |
Ausiliari ortodontici
Sono utili ausili per determinate terapie in fase intercettiva. Accenniamo in breve a quelli più comunemente usati.
Disgiuntore palatale
Viene usato in caso di morso inverso o per una grave mancanza di spazio, con dentatura decidua o mista. Si applica con bande sui molari e si attiva periodicamente.
Quadhelix
Anche questo manufatto viene applicato con bande sui molari e porta delle piccole barre attivabili. Serve in caso di morso inverso o per spostamenti dei denti in senso linguo-vestibolare, in dentatura mista o permanente.
Trazione extraorale (TEO)
Conosciuto come "baffo", è un arco facciale preformato le cui braccia interne si inseriscono in tubi montati su bande o su apparecchi mobili e le braccia esterne sono agganciate a cuffie ed elastici cervicali. Ha una funzione ortopedica per la retrusione del mascellare superiore o azione distalizzante sui molari. Mentoniera Consiste di una parte in gomma, teflon o tela, che viene appoggiata al mento e agganciata ad una cuffia. E' utile nella fase precoce nei casi di protrusione della mandibola (III classe scheletrica o dentale).
Lip-bumper
E' un dispositivo formato da un arco in acciaio rivestito di resina nella sua parte frontale, i cui terminali si inseriscono in tubi saldati su bande applicate ai molari. Serve per proteggere i denti frontali da una eccessiva forza esercitata del muscolo labiale.
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Un ausiliario ortodontico
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TEO
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